


("Anatomia", foto di tittaga)
La mia mente e il mio inconscio stanno sopperendo a ricordi che non ho, a una condivisione tanto agognata ma avuta solo per pochissimi istanti...
La mia mente, in mancanza, produce ricordi...li inventa...
Sogno...
2≈
Questo era il simbolo che compariva sull' etichetta della cassetta (mc) che mi aveva fatto F.
Eravamo nella sala da pranzo della casa in cui ho vissuto i miei primi 9 anni di vita...la mia casa "vecchia"...è ancora quella casa mia nei miei sogni...via Giustino Fortunato...
Il salone...con tutta quella luce che entrava dal balcone...
Il salone dove da bambina giocavo a saltare le mattonelle...o di quando vedevo le partite , su quel piccolo televisore in bianco e nero...quando credevo di vedere i colori...il rosso delle maglie...
(Con la fantasia allora sopperivo a tutto ciò che non avevo.
Ora ho un bisogno indicibile di realtà...un bisogno disperato...).
F. mi aveva fatto questa cassetta, con su questa musica stupenda...pianoforte...atmosfere rarefatte eppure pesanti...una musica violenta e celestiale insieme...
Mettevo su questa cassetta in questo mangianastri che sembrava "antico", tipo anni '80, ma in realtà era ipertecnologico. Quasi futuristico.
Eravamo noi due. Sospesi nel tempo e nello spazio.
Tra il mio passato più passato e un ipercibernetico futuro...da romanzo di fantascienza.
Tutto così vecchio, familare e perduto...eppure allo stesso tempo così nuovo e spaventosamente ignoto ...
E poi lui: l'anello di congiunzione. La conciliazione del conflitto...donna e bambina...
Mi aveva fatto questa cassetta registrandola da un vinile che aveva scovato e comprato in un negozio di antiquariato chissà dove...
L'aveva "restaurato" questo disco e ne aveva registrato la musica, per me.
Sapeva che mi sarebbe piaciuta.
Poi mi ha mostrato fiori chiusi dentro barattoli da marmellata, di vetro, trasparenti.
Uno fiore bianco e uno viola. Da essi colava un siero denso e profumatissimo, come miele...
Estraeva il profumo da quei fiori stupendi...e me ne faceva godere.
Poi c'è stato un momento in cui ci siamo ritrovati in piedi, lui dietro di me, a camminare per la sala, così...uno dietro all'altra.
Prima distanti, timorosi, poi sempre più vicini, sempre più stretti...abbracciati...le nostre dita intrecciate...
Io appoggiata e stretta a lui...sentivo il suo calore...il suo respiro...
Camminavamo in tondo, poi in obliquo...conducevo io...danzavo su una musica soffusa...canticchiavo qualcosa, sottovoce...una musica forse solo immaginata...(non so se lui potesse sentirla).
Eravamo in una simbiosi tale che non ci mancava nulla...e avremmo potuto vivere per sempre di quel momento...di quella musica irreale, di quell'abbraccio...
Camminavamo e danzavamo, come bambini...seguendo passi e musiche tutte nostre. Sconosciute al resto del mondo.
E camminavamo intrecciando passi improbabili, secondo percorsi non-lineari...poi circolari...come in uno strano valzer attorno al tavolo...
Ballavo, giocavo con lui come facevo da bambina...
In quel salone, con tutta quella luce che filtrava tra le imponenti tende bianche del balcone...e si rifletteva sul marmo rosa del pavimento...e sul mio viso...
La luce mi inondava e accendeva di oro i miei capelli...
Ero lì così...insieme donna e bambina.
Insieme. In un attimo senza tempo.
E lui era lì, con me.
Era me..
Secondo me non è solo il Texas che "non è un paese per vecchi"...ossia per i vecchi valori...io mi sento portatrice di vecchi sani valori...e non ho che quasi 27 anni (il 9)...
Questo in cui viviamo non è proprio un "mondo" dove si può serenamente condurre una vita con quei valori che ci sono stati insegnati.
Dunque non è un MONDO nè per vecchi nè per bambini...
Premesso che stanotte ho una paura fottuta del killer psicopatico Javier Bardem...e tornando a casa ho pure controllato che la serratura fosse al suo posto (chi ha visto il film o letto il libro lo sa...)...avrei davvero bisogno di dormire abbracciata al mio ragazzo (ipotetico) stanotte.
Tutta la notte.

E lo so che lui non potrebbe proteggermi da un folle omicida...ma il suo abbraccio, il suo calore, il suo respiro...mi farebbe sentire bene...serena. Come non potrei essere altrimenti.
Dico questo...considerando che sia mio padre che mio fratello russano da morire...direi dunque che la vera "pace", per me, era solo dormire con F. ....adoravo dormire con lui...Mi sentivo davvero come se non avessi più niente da chiedere a Dio...
Mentre ero al cinema (all'aperto) stasera ho notato una scena, a proposito di abbraccio...
Un ragazzo si teneva stretta la ragazza (presumibilmente)...ma dire che le fosse "abbracciato" non è la parola adatta...
Le teneva un braccio stretto attorno al collo. Un braccio solo. Stretto. (Io soffocherei...). Non sembrava un abbraccio...lui sembrava quasi distaccato in questo suo gesto che avrebbe dovuto essere di unione...invece era come un gesto..."distratto"...Non era un abbraccio...era un guinzaglio...anzi, no...peggio...una morsa.
Trasmetteva possesso e insicurezza...non affetto, non amore.
Sarà che sono fissata con le pesature compositive....me era una scena squilibrata...che trasmetteva valori ambigui...in poche parole: mi ha trasmesso disagio.
Sarà stata la suggestione del film...ma ho cominciato a pensare che il mio fare la "cozza", il mio stare appiccicata a chi amo, è diverso...per me , almeno.
Il mio è cercare l'altro, anelare morbidamente al contatto...con ogni centimetro del mio corpo...
Con quelli con cui non posso farlo (cioè tipo con tutti quelli che non sono il mio ragazzo...) scatta la mia micidiale "presa ". Ovvero ti tengo la mano e non te la lascio a meno che non mi si "scolli" ad accettate.
Per esempio...mio fratello mi scolla ad accettate.
Proverbiale il suo: "Pussa via, cozza !", detto alla Alberto Sordi...
In fondo voglio solo dimostrargli la forza del mio affetto.
E' una metafora del "per sempre"...finchè un' accetta non ci separi.
Perchè la morte non separa.
Allontana.
L'amore non viene sconfitto nemmeno dalla morte. Continua attraverso la morte, per mezzo di essa...
Ecco perchè per me l'amore è "vita"...
"Conosci un altro modo per fregar la morte?" (Ligabue).
Ti alzi e pensi che la tua vita fa abbastanza schifo.
Durante la giornata cerchi di darti un contegno. Senza riuscirci, per la verità.
Poi però chiudi la serata a parlare dell'esistenza di Dio, dei dogmi, di filosofia, di etica, di San Francesco, di Sant'Agostino, di Fichte, di Leopardi, dei diritti inviolabili dell'individuo, dell'arbitrarietà della lingua...
E poi finalmente capisci.
Capisci che la tua vita ha un senso.
Ed è bellissima così com'è...nonostante tutto.
La vita è. E' un "dono" di per sè.
Non roviniamolo sempre cercando un senso fuori di essa.
La vita è davvero meravigliosa e io sono un'ingrata a non vederlo sempre...
Ma sono limitata e non guardo aldilà del mio razionalissimo naso.
Che Dio mi perdoni per questo.
Ma non voglio rovinare questo stupendo senso di gratitudine, questo stato di grazia quasi, che provo ora ricordando quando non sono capace di sentirlo...
E dico grazie. Solo questo.



Meditazione...silenzio...tranquillità...vorrei essere un monaco buddista...(ma senza le mazzate della protesta...)...
La serenità è felicità per me adesso...niente ansia, niente preoccupazioni...
Aspiro alla serenità...aspiro alla felicità.
Ci provo. E la troverò. Comunque vada...
Se Felicità è condivisione, Libertà è comunione con Dio e con il creato.
Libertà è guardare il lago sotto la tempesta, il cielo farsi sempre più scuro, il blu confondersi col blu...
Libertà è come Felicità, sono attimi, momenti, fotogrammi...perfetti.
Istanti di gioia, di elevazione spirituale, di completezza, di senso di Sè...
Oggi al lago ho incontrato il Sublime.
Oggi al lago ho incontrato la Felicità, nella semplicità, su un'altalena per bambini.
Felice. Libera.
Tornata semplice. Tornata bambina.
E' sempre nel mare in tempesta che cerco il mio Sublime, lo Sturm und Drang...
caro vecchio amico di una me-adolescente...
TI HO RITROVATO.
Ti adoro e mi terrorizzi. E per questo ti ringrazio.
La comunione del tuo profondo sentire con la furia degli elementi...tu e il creato siete una cosa sola.
Il Sublime avvicina al Creatore.
Anche l'Amore è come il Sublime.
L'Amore (quando c'è) è una sorta di "mementa semper", fisicamente presente, della grandezza del Creatore, monumento vivente e imperituro alla Speranza.
Il Creato, in tutto il suo splendore, è specchio della Vita. Il Creatore si specchia e si compiace nella sua creatura attraverso la Vita.
La Vita dovrebbe essere dimostrazione dell'esistenza di Dio...ma io trovo più convincente l'Amore come argomentazione.
E sono pure come S.Tommaso: se non vedo, non credo.
Per credere ho bisogno di un segno costante, fisicamente presente nelle mie giornate.
Un segno d'Amore.
(Per questo sembro un'invasata quando parlo del mio ex...perchè per me l'Amore ha a che fare con l'esistenza di Dio, col senso della Vita e con la possibilità e il bisogno di Speranza).
Ringrazio Dio per oggi, per gli amici, per il lago, per il maltempo, per le altalene, per la Liberazione ( dal fascismo).
E ringrazio Caspar Friedrich (un nome a caso...) che ha sempre avuto un quadro per i miei pensieri.
GRAZIE, di tutto.
Gran bel giorno della Liberazione.
'Notte ;-)