

L'altra sera ero persuasa di essere stata un Capitano di Ventura in una delle mie vite passate...
Volevo rivedere a tutti i costi "Il mestiere delle armi" di Ermanno Olmi, capolavoro assoluto.
Ma naturalmente non l'ho trovato. Così ho pensato di ripiegare, da Giovannino dalle Bande Nere, a un altro capitano di ventura...tale Diego Alatriste. Il film "Il destino di un guerriero" è la sua storia.
E' un film stupendo.
[Da wikipedia] "Il destino di un guerriero (Alatriste)" è un film del 2006 scritto e diretto da Agustín Díaz Yanes, ed interpretato da Viggo Mortensen. La pellicola è basata sulla serie di romanzi storici scritta da Arturo Pérez-Reverte con protagonista il Capitano Alatriste.È ambientato nel XVII secolo, chiamato il Secolo d'Oro (in spagnolo Siglo de Oro) e mescola fatti reali e fittizi.
La trama è pressappoco questa [sempre da wikipedia]
(ATTENZIONE! SPOILER!):
Spagna, XVII secolo. Diego Alatriste è un soldato al servizio di Re Filippo IV durante la guerra contro gli olandesi. Durante un'incursione viene ucciso il suo amico Lope Balboa, che in punto di morte lo prega di prendersi cura del figlio Íñigo.Tornato a Madrid sbarca il lunario lavorando come sicario: deve eliminare due stranieri, che scoprirà essere il Principe di Galles (futuro Carlo I re d'Inghilterra), ed il duca di Buckingham. Evitato l'omicidio, viene rispedito nei Paesi Bassi dove partecipa alla presa di Breda. Nel frattempo, a Madrid, Íñigo si innamora della figlia di Luis de Alquézar, Angélica, e insieme progettano una fuga d'amore, ma ella desiste. Al suo ritorno in Spagna Alatriste è costretto ad assistere all'agonia della sua amante, l'attrice Marìa de Castro, amante di Filippo IV.
Forse complice il "Notturno" dei This Harmony sere fa...che mi ha riportato alla mente fasti cinque-secenteschi e fragore d'armi...o il chiasmo che fa da incipit all' "Orlando Furioso"...
Forse perchè in questo mio momento di vita sento di dover "combattere per sopravvivere", di dover "vendere cara la pelle", di ricercare "l'onore delle armi" perchè solo quando si è lottato e combattuto fino alla fine si ha vero "valore"...perchè "non è finita finchè non è finita"...
Io non riesco più a vedere il futuro.
Eppure dovrei...
Eppure...
Maria- Sono una donna pratica. Devo pensare al mio futuro.
Alatriste- Al diavolo il futuro! Nel futuro saremo tutti morti.
Eppure sono un Capitano di Ventura bloccato nel corpo di una docile e pavida cortigiana dei nostri giorni...costretta ad essere lungimirante e a pensare il mio futuro...
Posso dirlo? Credo di non averci mai creduto. E' questo il problema. Forse non sono cristiana e nemmeno agnostica. Forse nemmeno scettica, addirittura atea...
Eppure spero...eppure ho paura...
Iñigo- Sapete che dopo non c'è niente, vero? [dice, infilzando Malatesta con la spada]
Malatesta- Sì, è questo il problema.
Non credo nel futuro.
Eppure ne ho bisogno. Ho bisogno di credere.
Ma ho bisogno di credere in valori fissi...ho bisogno di regole...
Già...ma quali regole?!
Alatriste- Tutti amiamo una volta nella vita. O più di una. E un bel giorno non succede più.
Iñigo- Davvero è così facile?
A.- No. Davvero è così difficile. Pensaci Iñigo. Lei resterà fedele ai suoi.
I.- E io ai miei!
A.- Ah, sì? Dimmi come!
I.- Angelica de Alqézar è affar mio!
A.- Bene.Siediti! Non glielo permetteranno anche se lei volesse. Ha degli obblighi da rispettare.
I.- Che intendete dire, Capitano? Che anch'io ho degli obblighi da rispettare? E' questo?
A.- Non vuoi capire. Ci sono delle regole!
I.- Che regole, eh? Quelle di un capitano che non è un capitano? O quelle di un soldato che si è trasformato in macellaio e che ammazza anche i suoi amici?!
A.- [si lancia furiosamente sul ragazzo, poi lo lascia andare] Penso che ci rivedremo in giro per Madrid.
Padri, figli, regole...amore...tradimento...
Tradimento...quello peggiore è tradire noi stessi, dice Galimberti...
Angelica non riesce a sopportare di aver tradito il suo amore per Iñigo, e quindi sè stessa, in nome di quella obbedienza al padre e alle regole e alle convenzioni e alla lungimiranza...accetta di andare sposa a uno dei Grandi di Spagna, il Conte di Guadalmedina, per assicurarsi un futuro "comodo"...
Eppure totalmente "infelice"...
Angelica- Che fate qui?
Alatriste- Sono venuto a chiedervi un favore. Dovreste far avere questa lettera al Conte Duca di Olivares. Ho cercato di portargliela io ma mi impediscono di entrare a Palazzo. E' per Iñigo. E' ai lavori forzati su una nave da un anno. [Lei prende la lettera]. Grazie, Eccellenza.
Ang.- Non dovete chiamarmi Eccellenza. Non voglio. Iñigo mi chiamava sempre Angelica.
A.- Non piangete. Eccellenza, non dovete piangere. Iñigo è forte, resisterà.
Ang.- Devo piangere, Capitano.Il tradimento è una macchia che non sbiadisce mai. Giuda s'impiccò ma io non ho il coraggio di farlo. Per questo piango. Consegnerò la lettera al Conte Duca.
E' ora di imbracciare quel fucile e di cominciare a combattere...per sè stessi...per la vita...
Perchè combattere E' la vita.
Non dimenticherò mai queste parole:
Angelica- Vivremo nel peccato...
Iñigo- Il peccato non esiste. Non è mai esistito, Angelica. Il peccato sono loro.
"Il peccato sono loro...".
E così sia.
Che sia...la Vita.
p.s. Unax Ugalde che interpreta Iñigo Balboa è uno dei ragazzi più belli che io abbia mai visto...