Trionfa Obama, nuovo presidente
L'America si è colorata di blu
Il senatore dell'Illinois, 47 anni, diventa il 44esimo presidente degli Stati Uniti. E' Il primo afro-americano a conquistare la Casa Bianca. Ha vinto dall'Est all'Ovest, imponendosi nei fortini repubblicani di Florida e Ohio dal nostro inviato ALBERTO FLORES D'ARCAIS La rivincita dell'intelligenza di VITTORIO ZUCCONI
McCain si congratula
A Phoenix, a fianco del senatore repubblicano, anche una Sarah Palin sull'orlo del pianto. Anche Bush chiama il democratico (a.f.d)
"Siamo tutti americani"
"E' il sogno di una vita"
Giovani, anziani, bandiere: un silenzio irreale, poi il boato all'annuncio. E anche la città è invasa da cortei spontanei: "Siamo tornati uniti" dal nostro inviato A. GINORI
Chicago pazza di gioia
PROIEZIONI
VOTI REALI
Inno alla democrazia del nuovo presidente davanti alla folla oceanica di Chicago
Quindici minuti emozionanti in cui ha promesso una nuova èra politica
Dal palco Obama infiamma il Paese
"Negli Usa nulla è impossibile"
dal nostro inviato MARIO CALABRESI
Un discorso di quindici minuti, intenso, emozionante, capace di promettere una nuova éra politica: «Questa vittoria non è il cambiamento ma la possibilità del cambiamento e se c'è ancora qualcuno che dubita che l'America sia un posto dove ogni cosa è possibile, dove si può realizzare il sogno dei nostri padri e dimostrare il potere della democrazia, questa notte la risposta è arrivata. L'hanno data le donne e gli uomini che sono stati in coda per ore per poter votare».
Barack Obama è salito sul palco di Grant Park tre minuti prima delle undici di sera. La folla lo aspettava da ore, una serie di boati aveva scandito la conquista di tutti gli Stati chiave, ma la festa era scoppiata un'ora prima quando la Cnn lo aveva dichiarato presidente. Prima di prendere la parola Obama ha aspettato che John McCain concedesse la vittoria, poi con Michelle e le figlie - vestite di rosso e nero - è apparso in questa spianata verde chiusa tra il Lago Michigan e i grattacieli. A proteggere il nuovo presidente due immensi vetri antiproiettile, voluti dal secret service ai lati del leggio.
Obama ha cominciato salutando Chicago, la sua città, la nuova capitale politica d'America, ha parlato con rispetto e stima del suo avversario repubblicano e ha ringraziato Michelle: «La roccia della nostra famiglia, l'amore della mia vita». Poi ha detto a Sasha e Malia che rispetterà la piccola promessa di prendere un cane: «Vi siete meritate il cucciolo, verrà con noi alla Casa Bianca».
Le sue parole più convinte sono state per i milioni di volontari che hanno costruito la sua campagna, per «i lavoratori che hanno donato cinque o dieci dollari», per i giovani che hanno lasciato le famiglie per mesi: «Questa vittoria appartiene a voi e io non lo dimenticherò». Ha ripercorso la storia dell'America e delle sue conquiste e il lungo cammino dei diritti civili attraverso la vita dell'elettrice più anziana: una donna di Atlanta di 106 anni che si battè contro la segregazione razziale e che gli ha dato il suo voto.
L'elenco delle cose su cui impegnarsi adesso è lungo: il pianeta in pericolo per il cambio climatico, la crisi finanziaria e quella delle case, i soldati che combattono in Afghanistan, «la necessità di creare lavoro e di costruire nuove scuole». Ma promette di provarci, chiede che il Paese sia unito con lui per riportare «la prosperità, la pace e restituire ad ognuno la possibilità di coronare il Sogno Americano».
Il finale è hollywoodiano, lo raggiungono sul palco Joe Biden e tutti i parenti: si abbracciano e salutano a lungo mentre gli altoprlanti trasmettono una colonna sonora epica. In tutta America si riempiono le piazze e le strade e davanti alla Casa Bianca un'altra folla immensa festeggia pacificamente l'arrivo di un nuovo inquilino. Il primo nero della storia.
(5 novembre 2008)

















