

Oggi vorrei tanto un uomo che mi ama.
Che mi abbraccia e mi tiene stretta tutta la notte.
Che respira forte il profumo di camomilla dei miei capelli.
Che pensa che sono tenera e splendente come una bambina dai capelli di sole e seta.
Che mi tiene stretta e non vuole lasciarmi mai.
Mai.
- Kerli "Walking on air" -
La tempistica non è stata dalla mia.
FINORA.
Il calcolo delle probabilità dice che ad ogni fallimento aumentano le chance di VINCERE.
Farò qualunque cosa -qualunque- per VIVERE APPIENO la mia vita.
Fare di tutto perchè voglio vivere ed essere felice.
Perchè posso esserlo.
Con o senza Amore.
Qualunque cosa accada.
Cercare comunque l'Amore ma senza distruggersi per esso.
Cercarlo con speranza ma senza mai buttare via (o abbandonare) il "resto" della mia Vita.
Mai più.
E' una promessa.
Non è il mio futuro ad essere vuoto...ma il mio presente.
E io voglio riempirlo (e so farlo) ...ma mi costa molta molta fatica.
Tutto qui.
Dunque lo riempio.
E non da domani, da oggi.
(é il mio presente! sennò che presente è?!).
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Stamattina ridevo del mio inconscio, di quanto sia puntuale...e di quanto l'ancoraggio al passato e agli affetti passati sia forte nei cancerini come me...
Dicevo, il mio inconscio.
Ebbene, non appena F. entrava a pieno diritto, con forza, quasi con violenza nella mia vita, non appena cominciava a "importare" sul serio per me, ecco il sogno, chiaro, puntuale:
sognai V. che tornava dopo anni a popolare le mie notti agitate, quasi a reclamare un "primato", una specie di diritto di "prelazione", un diritto incondivisibile con altri...
Il sovrano assoluto, V. il Governatore, il leone ferito nell'orgoglio e nel suo potere rivendicava la sua preda, in una sorta di grido di battaglia:
"...E mò chi cazzo è questo F. ?!..."
Allora il mio inconscio, per pari coerenza col passato, per non esser mai da meno, rimanda in scena un teatrino simile: è entrato nella mia vita L., ha significato qualcosa, tanto, avrebbe potuto scalzare il nuovo sovrano, avrebbe potuto fargli tremare i polsi...avrebbe potuto prendere un posto d'onore nella mia anima...avrebbe potuto...
Ed ecco che stanotte, puntuale, va in scena il sogno denominato:
"L'ostentata indifferenza di F. (ovvero le tante forme della gelosia? o del senso di colpa?) ".
Comunque sia ho sognato F. e non è stato un bel sogno.
Anzi, mi ha molto intristita.
Anche il mio incoscio sa che lui non mi appartiene più.
Eppure...mi aspettavo di più da due come noi.
Davvero di più.
(Almeno...nei sogni...ecchecazzo...).
(Pazienza...).
"E' il tempo che si è perduto per una persona a determinare la sua importanza"
(Antoine de Saint-Exupery).

Ovvero siamo NOI a dare valore alle persone, a darne molto magari.
Nessuno vale molto in assoluto.
Il valore è soggettivo, è relativo.
E' come la bellezza: sta negli occhi di chi guarda.
Come Amleto e la Danimarca, sua "prigione"...

"Quando te ne sei andata ho avuto bisogno di molto tempo per farlo con un'altra donna. Forse sarebbe stato meglio non provarci nemmeno. Senza di te tutto è sbiadito e solido, qualcosa se n'è andato per sempre, la magia è morta e resta solo un piacere insipido, il vuoto, la lussuria. Il desiderio è rimasto intatto ma l'atmosfera non c'è. Avevi un modo particolare di illuminarmi, un silenzio con lievi echi di stazioni sotto la pioggia, di alberghi in mezzo al deserto. Non so che tipo sia tuo marito ma dubito che sia all'altezza. E non si tratta di me ma di te, della tua fatica e assenza da un momento all'altro, qualcosa che è il nostro segreto, qualcosa di freddo e pericoloso.
Il tuo corpo era mio cent'anni prima di appartenerti, ti ho salvato molte volte in altre vite [...]. Non c'è nulla che abbia fatto con segrete intenzioni, non ho avuto in cambio denaro nè onori, non c'è stato accordo nè ricatto. Ti sei data a me e io ti ho presa con somma attenzione. [...].
Quel che ho imparato non si trova nelle canzoni nè al cinema, la mia è un'esperienza che aiuta ad attraversare i vicoli bui e a cuocere a puntino i manicaretti. Posso mettere le ossa di una donna al posto giusto, uno alla volta, posso correggere la natura, sono il complice di Dio. Direte che esagero ma voi non sarete mai lei.
La cosa più dura è pensare al tesoro perduto, al disgusto che mi divora. [...]. Spero almeno che tu stia bene, che la tua festa duri, sarebbe un delitto se così non fosse."
( tratto da Efraim Medina Reyes "C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo" )
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Nessuno potrà stare con me senza avere anche un pò di te.
Eppure...
...La magia è morta.
O meglio: non c'è più..."magia di ritorno"...
E' davvero finita.
Il Re è morto! Viva il Re!
(Possibilità...)
Amen.
"Remember me
but ah! forget my fate"
-Jeff Buckley, "Dido's lament- When I am laid in earth", aria dall'opera "Dido and Aeneas" (H. Purcell)-
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Fatto sogni confusi, tanti....e strani.
"Quello che non ti uccide ti rende più...strano" , dice Joker.
Forse è davvero così. A volte non ti rende più forte ma solo più sotto-shock.
Forse più recettivo...
In un sogno c'era Anto.
Usciva da una specie di sottopassaggio o scale mobili...
Metafore di mondi sovrapposti...
(Inferno, Purgatorio e Paradiso sono davvero su questa Terra?)
Lo vedevo, gli correvo incontro, lo abbracciavo, lo baciavo come un figlio perduto e poi ritrovato.
Come se fosse stato tutto solo un grande spavento...
Non volevo lasciarlo nemmeno per un secondo.
Volevo tenermelo stretto, tenerlo stretto a me, tra le mie braccia...
Con gli occhi chiusi, il cuore a mille e le dita tra i suoi capelli...
Non sorrideva. Mi fissava. Era consapevole? Aveva un' espressione quasi triste o rammaricata.
Come fosse bloccato in un limbo, uno strano Purgatorio...e non riuscisse a vedere...
...non riuscisse ad accettare...
...la morte.
Consapevolezza e accettazione sono cose molto diverse.
Tre giorni fa ho sognato Nico.
E come le ultime volte che l'ho sognato è come se mi venisse a trovare, come un amico che abita lontano, in un'altra città o un altro continente.
Non viene spesso a "trovarmi" ma quando viene, ultimamente, non siamo mai tristi.
Consapevoli ma non tristi.
Siamo felicissimi di vederci, di stare insieme, di abbracciarci, di fare due chiacchiere.
La volta scorsa che l'ho sognato gli ho addirittura presentato un imbarazzatissimo F. ...forse perchè avrei tanto desiderato che lo conoscesse...che si conoscessero...forse per Nico nessun ragazzo sarebbe mai stato all'altezza di farmi felice...ma sarebbe stato contento di vedere la luce nei miei occhi , per la prima volta, di nuovo, da quando lui era andato via...sarebbe stato contento che un altro ragazzo riusciva a farmi ridere di cuore come faceva lui...o a farmi stare tanto bene...
Questa volta, nel sogno di qualche giorno fa, è come se io e Nico non ci fossimo mai separati.
Aveva un viso pieno e non scavato come l'ultima volta che l'ho visto, i capelli più lunghi e non rasati.
Anche questa volta c'era la consapevolezza di ciò che è successo...ma l' abbiamo vissuta diversamente.
Anzicchè piangere ed essere tristi viviamo al meglio l'occasione che ci è stata concessa di vederci e stare di nuovo insieme.
E' come se ogni sogno-incontro fosse in una dimensione temporale parallela o antecedente: ma entrambi sappiamo benissimo ciò che accadrà DOPO....
Decidiamo solo di fregarcene e di disperarci a tempo debito.
O meglio...abbiamo già dato.
Fino a che siamo sospesi ,e non è ancora accaduto ciò che sappiamo, siamo FELICI e ci godiamo ogni istante insieme.
Sono passati anni...eppure con Anto, quando lo sogno, questo non accade ancora...
Forse è il mio shock a tenermi legata a una certa immagine di lui...
O è lui stesso...ad essere ancora troppo legato a questa vita...da non riuscire ad andarsene...
Io voglio solo che restino con me, dentro di me, sempre.
E so che sarà così.
Vorrei solo sognarli più spesso perchè mi mancano troppo.
Eppure quando sto peggio eccoli comparire alla soglia del mio inconscio.
Grazie.
Sembra impossibile.
Sembra ancora un incubo.
Sono passati anni.
Eppure quando li abbraccio sono così "veri"...
...che a volte non riesco a credere che siano tanto lontani...o che un giorno non ci ri-incontreremo.
Lo spero.
Vi voglio bene.
- Jeff Buckley, Eternal life (road version, live)-
P.S. Sì, direi che... in definitiva...chiacchiere a parte...la morte mi fa incazzare.
I predatori son tornati.
Le pantere sono qui.
Risvegliate dal loro sonno secolare,
liberate dalle loro stupide soffocanti dorate prigioni.
Io sono qui.
Io vivo.
La caccia è aperta.
Il mio esercito di leopardi mi protegge e mi sostiene.
"Non ho paura ma quando l'avrò padroneggerò la mia paura"
(dice l'orso corazzato Iorek ne "La bussola d'oro").

Non sarò più schiava nè del passato, nè delle paure, nè delle insicurezze o dei copioni negativi, o dell'ansia o della colpa.
Mai più.
Nei ringraziamenti, alla fine del libro "Queste oscure materie", Pullman scrive a proposito de "Il Paradiso Perduto" di Milton che "quanto di meglio l'istruzione può dare [è] l'idea che senso di responsabilità e diletto possono coesistere".
Libero arbitrio...libertà.
Sì, libertà.
Io sono libera. Io vivo.
Dunque amerò la Vita con dedizione piena e profonda, come un'amante.
L'attaccamento alla vita genera attaccamento alla vita (N. Ginzburg).
Sono libera di vivere, libera di amare.
Se non troverò l' Amore in una persona sarà l'amore per la vita a guidarmi, a rendermi felice e "piena".
Il ragazzo che ho amato è "morto", non c'è più.
Quello che continua a fare la sua vita, che sta con un'altra, che sorride, che è felice, che ama, che VIVE SENZA DI ME...non è il MIO ragazzo.
E' un altro.
Un'altra persona.
Io sono "vedova" del ragazzo che stava con me.
"Vedova" LIBERA di amare ancora, se la Vita le concederà questa "grazia".
Libera perchè "legata" alle cose belle, ai bei momenti, alle persone, alla vita.
Coraggio, all'opra.
(Sono nata lo stesso giorno di Amanda Knox...questo è un avvertimento...)
Oggi anniversari di "fini"...
Copioni (di vita). di merda. da donna.
"Tutto l'universo obbedisce all'amore?" ...allora perchè il mio segue criteri tutti diversi, nonostante il mio volere?
Ieri ho ripreso ad ascoltare i Virginiana Miller: "D'amore si muore, d'amore...ma mai del tutto".
Mi sento stordita.
Le mie energie psichiche si sono prosciugate.
Non voglio più parlare.
Non voglio più pensare.
Non ce la faccio.
Voglio solo coccole.
Sono stanca morta.
Sono esaurita più che depressa.
Devo riposarmi e ricaricarmi.
Volermi bene, non affaticarmi.
Fare cose "belle" - CHE MI RENDANO FELICE- e stare alla larga da quelle "brutte".
Mi sento come David Helfgott, quello di "Shine"...
La sua passione lo ha condotto a un esaurimento nervoso.
"Laura SHINES"...?
Ho sempre mal di testa....costantemente...non ce la faccio.
Ho bisogno di SILENZIO.
Compromesso...voglio un progetto di vita "condivisibile" e "accessibile".
Sono stanca e mi sento come uscita da una lunga e dolorosa malattia....e sono in una difficile convalescenza...
Ho avuto tanti piccoli esaurimenti nervosi nella mia vita.
Cose cicliche.
Sempre legate all' AMORE in qualche modo.
Ora devo riprendermi.
Calma, pazienza, amore, coccole.
Da me, per me.
Vorrei sentirmi "amata" anche io...da un uomo...ma pare che io continui a bussare a una porta dietro la quale non c'è (ancora) nessuno.
Vivrò la mia vita comunque.
Non dipendo da nessuno.
Voglio solo quello che vogliono tutti: AMARE ED ESSERE RIAMATI.
Tutto qui.
Spero che l'amore mi tocchi quando avrò ancora le forze psico-fisiche e il tempo per godermelo.
Ma in fondo...spero solo che mi tocchi...prima o poi...
La mia vita aspira all'amore e consacra ad esso ogni giorno....lo attende...e viene frustrata...ogni giorno...da quando avevo otto anni...
E' una lunga attesa, sfiancante, frustrante, dolorosa, avvilente.
La cosa che vuoi di più al mondo ti sembra negata.
Non c'entrano qualità caratteri risorse meriti e compensazioni.
Niente di tutto questo.
Che la "grazia" ti venga concessa o meno non dipende da te.
Devi solo sperare che ti sia concessa.
Prima o poi.
Ho un esaurimento nervoso.
Ed è l'amore- o meglio l'assenza di esso- ad avermi portata fin qui.
Ora sono stanca e devo riposare.
Mi sento anche molto Candy...la protagonista del film omonimo (trad. it. "Paradiso+Inferno")...
CANDY'S POEM
"Once upon a time there was Candy and Dan.
Things were very hot that year.
All the wax was melting in the trees.
He would climb balconies, climb everywhere, do anything for her.
My Danny boy!-
Thousands of birds,
the tiniest birds,
adorned her hair.
Everything was gold.
One night the bed caught fire.
He was handsome and a very good criminal.
We lived on sunlight and chocolate bars.
It was the afternoon of extravegant delight.
Danny the daredevil.
Candy went missing.
The days last rays of sunshine cruise like sharks.
I want to try it your way this time.
You came into my life really fast and I liked it.
We squelched in the mud of our joy.
I was wet-thighed with surrender.
Then there was a gap in things.
And the whole earth tilted.
This is the business.
This is what we're after.
With you inside me comes the hatch of death.
And perhaps I'll simply never sleep again.
The monster in the pool.
We are a proper family now with cats and chickens and runner beans.
Everywhere I looked from
and sometimes I hate you.
Friday-
I didn't mean that mother of blueness.
Danny, angel of the storm. Remember me in my opaqueness.
You said. You promised. Why?
You pointed at the sky, that on called Sirius or Dog Star, but I'm here on earth.
Fly away sun. Ha ha
fucking ha you are so funny Dan!
A vase of flowers by the bed. My bare blue knees at dawn. This ruffled sheets and you are gone and I am going too.
I broke your head on the back of the bed but the baby, he died in the morning.
I gave him a name.
His name was Thomas.
Poor little god.
His heart pounds like a voodoo drum."
Sento che un pò mi sto perdendo...
Sento che potrei perdermi...
Sento che non voglio più soffrire così tanto.
Che non è giusto.
Che sono stanca.
Che basta così.
Costi quel che costi.
Nessuno mi trova "abbastanza" da voler stare con me?
Sticazzi.
Mi sono stancata di soffrire.
Stancata di non essere mai "adatta".
Stancata di essere rifiutata.
E provo rabbia per la "facilità" con la quale tutti sembrano trovare l'amore che cercano...o che addirittura non cercano...
Sono nauseata.
Non mi va più di sbattermi.
Se mi volete, sono qua.
Non cerco, mi affatica troppo.
Scelgo...anzi, no: avallo.
Basta con l' impazzirsi per trovare l'amore.
Forse per me non esiste.
Basta col rincorrere persone che non ti vogliono o non ti vogliono abbastanza....o che comunque ti faranno soffrire, perchè pare abbiano tutti deciso questo...
Basta.
Tanto i motivi per soffrire ci sono sempre.
Leviamo di torno almeno la "sofferenza aggiunta".
Quella per amore è decisamente un "surplus"...
(Sono molto triste oggi...
).
(Non vorrei essere così triste...ma evidentemente non sono così forte come vorrei...).
(Domani andrà meglio, magari...).
Poco fa sentivo come la necessità di uno spunto, una spinta, una sponte...
Avevo la orribile sensazione di aspettare qualcosa, qualcuno...
Poi ho pensato:
"No. Non puoi aspettare qualcuno per poter vivere la tua vita".
Banale.
Ma bisogna arrivarci col cuore e non con la mente.
Avere l'amore è diverso da vivere per intera la propria vita.
L'amore è un aspetto, solo uno, della vita.
Una sua parte.
Oppure, quando lo si ha, diventa anche una modalità della vita stessa: la pervade tutta e le dà valore e significato ulteriore.
Con l'amore si è più felici. Certo.
Ennesima banalità.
Ma se non lo si ha -o non lo si trova- non si può smettere di vivere tutto il resto.
E' crudele e ingiusto.
Si deve solo accettare la condizione di poter aspirare solo alla vita felice...e non alla vita più felice.
E' questo il dramma.
Imparare a fare questo...nel frattempo che qualcosa non accade.
Gestire il frattempo senza viverlo come un frattempo.
Volevo un segno: ho preso in mano "Veronika", il libro di Coelho.
Questa volta VERONIKA DECIDE DI VIVERE.
E non "nel frattempo"...
Vive e basta. Al meglio. Per essere felice.
E così sia.

"...che il sogno mio...si avvererà!"
"Sembra una vedova che alfin si toglie i bruni panni ond'era involta"
(Il Trovatore, parte seconda La gitana: Coro di zingari e canzone).
"Su via, si stenda un velo sui fatti del passato; già quel ch'è stato è stato, badiamo all'avvenir";
"Sì, allegri or prìa tentiamo della sorte il vario umor; la palestra dischiudiamo agli audaci giuocator"
(La Traviata: Coro di zingarelle, Coro di mattadori spagnuoli).
"Dal tuo stellato soglio, Signor, ti volgi a noi; pietà de' figli tuoi, del popol tuo pietà.
Se pronti al tuo potere son elementi e sfere, tu amico scampo addita al dubbio errante pie'.
Pietoso Dio ne aìta: noi non viviam che in te.
In questo cor dolente deh! scendi, oh Dio clemente: e farmaco soave gli sia di pace almen.
Il nostro cor che pena, deh! tu conforta almen, almen.
Dal tuo stellato soglio, Signor, ti volgi a noi; pietà de' figli tuoi del popol tuo pietà, del popol tuo pietà"
(Mosè, atto IV-preghiera: Dal tuo stellato soglio).
La vita è come l'opera...
e io sono come la Tosca all'opera...(come disse un mio amico)...
E' bello essere tornata al coro...:-)
P.S. Io non ci sono in questa esibizione...peccato! 
Mi manca.
E la cosa banale è che mi mancherà sempre.
I suoi occhi...i suoi occhi ...
e la sua voce soprattutto.
Sempre.
Amerò altri occhi come ho amato i suoi?
Riuscirci non è questione di bravura.
Voglio solo due occhi che illuminano il mondo...come i suoi.
Voglio luce.
Quando credo che sia difficile (o impossibile) trovarla ancora -la luce- è proprio perchè aspetto solo smentite.
Non vedo l'ora di avere torto.
Non vedo l'ora.
Mi manca la sua luce...
Ma la mia vita riprende il suo corso.
Perchè adesso sa -la vita- che aspettare non serve...perchè non smetterò mai di sentire il cuore trafitto da fiammate di centinaia di spilli pensando a lui...o di provare affetto...mai.
E' così che l'amore ci trascende.
Forse amerò ancora e di più...infinitamente di più...eppure non smetterò di sorridere intenerita guardando le sue foto...non smetterò mai.
Gli voglio bene e gliene vorrò sempre.
(Anche se "sempre" non esiste...).
Eppure...amerò ancora... e di più.
Posso.
Se Dio vorrà...
...dal suo "stellato soglio"...
Amen.
p.s. Non sento più "vuoto"...solo...nostalgia.
E gratitudine.
p.p.s. Unicità vuol dire che nessuno prende il posto di nessuno.

Speranza. Cambiamento. Fiducia.
Oggi è un giorno importante per l'America, un giorno importante per il mondo.
Oggi è avvenuta una svolta imponente, oggi si fa la Storia...e sono felice di esserci.
Oggi è un giorno importante anche per me...ricordi meravigliosi, sorprendenti, dolorosi...
Eppure...
Obama dice che sarà dura ma ce la possiamo fare.
"Yes, we can".
Oggi non è il cambiamento ma la possibilità del cambiamento.
E così sia.
Io mi sento più leggera.
Ed è meraviglioso.
Oggi è una splendida giornata.
Oggi c'è il sole, come un anno esatto fa...ed è l'ultimo giorno della Fiera dei Morti qui a Perugia...come un anno esatto fa.
Ma oggi non c'è lui.
Oggi è tutto diverso.
Io invece ci sono e sono viva.
E grido a Dio e al mondo "grazie", come ha fatto Chicago stanotte.
Grazie.
Che sia la Speranza.
Che sia la Vita.
Amen!
P.S. Per favore rinchiudete Bossi e Gasparri e gettate via la chiave...Che era dai tempi di Buttiglione o Borghezio al Parlamento Europeo che non facevamo una figura di merda così clamorosa...
Ah, e ricordate a Berlusconi che al governo c'è lui e che casomai la "disinformazione" la fa lui...e non può rispondere sempre a critiche sul suo operato dicendo che è colpa della sinistra che è all'opposizione!Trovasse una scusa meglio!
(E Dio santo, è ridicolo!....non se ne può più!)

La notte scorsa ho fatto la "Lucia Mondella dei poveri" e ho fatto il primo vero "addio" (scritto!) della mia vita.
Un addio vero è una cosa totalmente superflua crudele inutile gratuita eppure necessaria se qualcuno, più o meno velatamente, ti chiede di pronunciare la fatidica parola al suo indirizzo.
Eppure...eccoci qua.
Un "vero addio" è quando devi assolutamente considerare "morto" uno che è ancora in vita (per sua e per tua fortuna), il tutto senza alcuna ragione vagamente plausibile.
Ovvero bisogna fare un funerale a uno che è ancora vivo.
Come cavolo si fa?!
E poi... lo chiedete a me??? Che non ho mai mandato affanculo nessuno nella mia vita?!
A me che non ho mai chiuso definitivamente con qualcuno a meno che non fosse una persona che mi procurava un male indicibile (non ho procurato mai sofferenze indicibili a nessuno, lo dico fiera) o a meno che non fosse six feet under the ground...?!
Eppure...tant'è.
Si imparano tante cose nella vita come nella morte...imparerò anche questa, evidentemente inutile per me sebbene vitale e necessaria per altri.
Funerale per un vivo...che cosa assurda...
Eppure eccoci...e non poteva esserci giorno più consono (mentre scrivo è ancora il 2 novembre...).
In ogni fine c'è un nuovo inizio.
"Non è lui". Bene.
Comincerò daccapo...a cercare.
Di nuovo...e ancora...
Solo...questa volta non vorrei dover soffrire così tanto.
Fine-inizio....
Inizio...
Non posso tutto, ma posso imparare a vivere meglio, ad essere più positiva...per poter essere felice. Finalmente.
E' tutto un problema di fiducia.
Nella puntata di stasera di "Criminal Minds" Gideon dice: "Se si perde la fiducia nel lieto fine si è spacciati".
Sacrosanto.
Fiducia...nel lieto-fine.
Se non dovessi averlo... avrò almeno avuto la speranza per poter vivere al meglio quello che la vita mi avrà posto davanti.
Ecco...un nuovo inizio...lento...lentissimo...un anziano che gioca a fare il neonato...

Questo sono.
Ma ho "solo" 27 anni e dovrei provare ad avere la fiducia nel lieto-fine che non ho mai avuto.
Ci devo almeno provare.
Amen.
Che Dio ci guidi, sempre. Che ci illumini il cammino. Che ci conceda l' Amore.
Nico, Anto, Antonio, Mariantonella, Elena, Alessandra, zia Concettina, nonna Caterina, nonno Achille, nonno Salvatore...insieme a tutti i genitori e amici dei miei amici...tutti voi che siete Lassù...io prego per voi.
Vi sarò sempre eternamente riconoscente.
Amen.
F. ...sarò eternamente riconoscente anche a te...potrei dirtelo ancora e ancora, e abbracciarti e baciarti fino a finire le lacrime...ma non mi consenti di farlo. Dunque...che Dio mi aiuti a sopportare questo scempio.
Amen.
Dunque...oggi pomeriggio stavo tornando a casa ma per la via tutti i lampioni erano spenti...buio totale...erano le 18 passate ed era buio buio. Giuro, non si vedeva nulla.
Cammino parlando tra me e me, come faccio sempre sulle lunghe distanze...ad un certo punto alzo gli occhi al cielo e vedo un punto luminoso che sotto il mio sguardo comincia a schizzare via veloce...troppo per essere un aereo..."è una stella"...mi dico...ma ad un certo punto ho come l'impressione che rallenti...io mi fermo e continuo a stare col naso in sù...il punto luminoso riprende la sua folle corsa attraverso il cielo e poi schizza via ancora più veloce...e poi scompare, come l'enterprise nei film di fantascienza...tu non la vedi più e le stelle sono ancora lì immobili con la loro scia...

Non poteva essere un aereo, era davvero troppo troppo troppo veloce...e poi è scomparsa in un punto imprecisato della galassia non dalla mia vista perchè coperta da un albero o da altri ostacoli architettonici, come accadrebbe con un qualunque altro velivolo...Ma le stelle si fermano? rallentano?e poi schizzano via vergognandosi alla nostra vista di essere osservate? Alieni? ...Giuro, per un attimo ho creduto seriamente agli ufo...e che quel punto luminoso lo fosse...

Ho guardato il cielo e ho visto questa stella da immobile cominciare a muoversi, poi rallentare e poi schizzare via lontanissima, scomparendo in uno strano effetto ottico...
Di sicuro era una stella cadente a scoppio ritardato...e il rallentamento solo un effetto ottico...ma poteva anche essere un "incontro ravvicinato"! Spielberg mi chiederebbe i diritti...;-)
Comunque sia dopo lo stupore iniziale e un sorriso ebete per centinaia di metri con il naso all'insù ho pensato di esprimere il mio bel desiderio, sapete, nel dubbio che non fosse un ufo.
Stanotte ho sognato di essere un supereroe alla X-Men.

Eravamo un gruppo buono contro uno cattivo. Eravamo in un supermercato o un blockbuster ma parevamo tutti appena scesi da una passerella di Cavalli o Dolce e Gabbana: eravamo tutti vestiti e truccati da rivista patinata! Comunque...eravamo i buoni eroi, invisibili al resto degli umani, e stavamo salvando la terra dai supereroi cattivi. Sapevamo che i cattivi sarebbero arrivati ma non sapevamo quando...C'eravamo io e un'altra eroina mia amica e stavamo temendo il peggio...quando arriva un ragazzo moooooolto carino (che è il mio ragazzo attuale) per avvisarci che i cattivi stanno per fare il loro ingresso di distruzione di massa...il segnale è visibile anche ai miei occhi ora: pareti e soffitti stanno come per implodere sotto una luce laser di colore rosso-fuoco...tutto assolutamente invisibile agli occhi dei normali avventori umani del locale...è come una lotta in una dimensione parallela e sovrapposta...e sta per cominciare. Lui mi stringe tra le braccia, mi bacia: "Andrà tutto bene..." sussurra...Vorrei credergli eppure so che il combattimento più difficile sarà l'esclusivo duello ta me e il mio ex ragazzo (che però non è F. nel sogno!) che sta con i cattivi...
Lasciamo fare Freud ai beninformati...
Io oggi so solo che voglio tutti i giorni stelle cadenti, un nuovo fidanzato bono e rassicurante come quello del mio sogno, vincere il "duello metaforico" col mio ex (=lasciarlo andare, solo lasciarlo andare...), vestire sempre Cavalli e Dolce e Gabbana, avere dei super-poteri per poter eliminare la Gelmini, 
Brunetta (detto "la Brunetta dei ricchi e poveri"), Tremonti e compagnia cantante dalla faccia della terra!
Anzi, propongo ai miei amici alieni di oggi di usarli come cavie per i loro esperimenti.
Peace, love and understanding!
...
Ho tolto il "sacro" alla mia storia d'amore... e come spesso accade... ne ho tolto "troppo"...
Campassi cento anni non ritroverò mai più due occhi come i suoi...eppure..."non è lui".
Dunque... troverò occhi che mi incanteranno ancora e di più...e che mi faranno tremare i polsi, come faceva lui. Voglio quella "luce". I won't settle for less.
Amen.
That's all folks!;-)
A me l'Amore ha stravolto la vita.
Ci sono persone che un sedicente Amore non cambia di una virgola.
Eppure...secondo me l'Amore serve a darti l'entusiasmo per cambiare la tua vita.
Se quella che fai non ti piace, è ovvio.
E se quello che non ti piace puoi cambiarlo rimboccandoti le maniche.
Mentre se quello che non va non dipende in nessun modo da te e non puoi cambiarlo...beh, allora l'amore ti aiuta a sopportare ciò che non riesci a sopportare da sola.
Nel mio caso l'Amore è stato un potente antidepressivo...
Però, come tutti gli antidepressivi, smetterlo prima che si abbiano rafforzate le proprie risorse, prima di poter camminare (anche) soli con le proprie gambe, può avere effetti molto sgradevoli.
Molti pensano, saggiamente, che "uno deve trovare la forza in sè stesso".
Banale. Superfluo.
Io non dico cose diverse: dico solo che ho bisogno della "miccia", non che qualcuno viva al posto mio.
L'Amore come stimolo a tirar fuori le mie risorse.
Perchè demonizzare il concetto di "aver bisogno di amore" (intendendo di amare ed essere riamati) per vivere meglio, come fosse una sorta di penosa e pericolosa "dipendenza"?
E se uno davvero quella miccia non riesce, o non vuole, più accenderla da sè?
L'uomo è un animale "sociale".
Ha per sua natura "bisogno degli altri". E' proprio nel credere di non dover aver bisogno di nessuno secondo me che risiede l'equivoco.
Si può vivere da soli, certo. Ma in compagnia è il vero "vivere".
E' nella condivisione la vera felicità e la vera vita.
Se poi uno se la vuol prendere col Sistema e tacciare di "debolezza" o "inettitudine" -o non so più quali altre scemenze- chi ha bisogno di una terapia specifica perchè "da solo proprio non ce la fa"...allora ditelo.
Io spesso sento di non potercela fare...da sola.
Sono debole? Bene.
E allora?!
Sono un patetico essere "dipendente"!
Siamo certi che illudersi di "stare bene da soli" non sia una patologia peggiore?
"La misura! La misuraaaaaaaaa!", si urla dalle retrovie.
Si, ok. Mi manca la misura a volte.
Ma ho il senso del LIMITE. Sempre.
E questo fa la differenza.
Perchè saper indovinare quando è il momento di smettere (di aspettare o di voler cambiare le persone...)
a volte ti salva la pelle (come dice Cerini qui).
Ditemi allora...la ricetta della felicità...qual è...
I’ll get away, get in the car
I’ll reach the shore before sunrise
And I’ll watch the moon and stars
I’ll tell them everything about us
I left last night
I reached the shore
Trying to find everything I lost
In a thousand waves
A million waves
Oh still, somewhere I am sure
That I'll see your face
I will see you there
Morning sun
Before you'll rise
Before you’ll come and shine again on us
Let me find, let me find, let me find
Some comfort in the night
I don’t mind what I’ve lost
I’ve reached the shore
And nothing ever changed
In a thousand waves
A million waves
Oh still I look for love
And all I see is your face
All I see is your face
I bleed but I’m choosing you again
I’m done but I’m ready to begin
All I see is your face
All I see is your face
So I come back home to you
["The waves" Elisa]

V.- Tutte le volte che vedo un delfino penso al tuo amico L. che ha salvato quel delfino...! è stato un mito...
F.- Si...lo sai che però è morto quel delfino...è morto lo stesso...nei giorni seguenti...
La morale è:
la vita decide.
Dunque...amen.
Quanto segue è solo testimonianza che Veronika Hope è tornata. Veronika Hope ama studiare i film. E' quello che sa fare meglio. Veronika Hope prova a laurearsi a novembre...ci prova. L'onore delle armi è quel che importa...al solito!
Il film è "Stay" di Marc Forster. Secondo me è un capolavoro...

Quello che riporto qui è solo un commento che ho fatto poco fa su un blog bellissimo in cui si parla essenzialmente di cinema...(il blog di ale55andra, su splinder) ma mi sono appassionata a ricordarmi l'analisi che feci appena visto il film...(vabbè, i giorni dopo...Joy82 può testimoniare!)
In parole povere...sto provando a "ritrovare" quell'amore sepolto...che credevo mi avesse tolto la vita...(credevo fosse morte...invece era solo un equivoco...
mi viene da dire, parafrasando Troisi...)
Ed ecco qui...beccatevi righe su righe prive di filo logico....! (che bello...
). NATURALMENTE QUANTO SCRITTO è SPOILER puro...
quindi se volete vedere il film, magari leggete dopo la visione!

Il film è una sorta di "viaggio astrale" di Henry: si parla di n.d.e. (near death experience) ovvero di esperienze di pre-morte.
Il ragazzo dopo l'incidente è in coma e molti che sono stati in questa condizione riferiscono (lo dico in seguito a un'analisi sociosemiotica che ho fatto) di aver vissuto quel tempo come dilatato (tempo del sogno vs. tempo del film) e che la loro "anima" era come se fluttuasse, distaccata, dal corpo, libera da dimensioni spazio-temporali. Henry è dunque "regista" della vicenda che vediamo fino allo sparo sul ponte. E' lui il protagonista, non Sam. Sam è una persona reale (spazio del film) ma anche un "personaggio" (spazio del sogno) nel quale Henry si riflette e per mezzo del quale agisce nel suo stesso sogno. Come riferisce Freud, nei sogni noi siamo tutti i "personaggi" presenti nel sogno: ognuno di essi, tramite identità prese in prestito dalla realtà (figure di amici o genitori, etc.), rappresenta una parte del nostro inconscio. Henry è spaventato dalla sua condizione (incidente): ci sono una serie di momenti di "consapevolezza" e paura che si riflettono attraverso lo spaesamento di Sam nel "sogno" (se pensate che Ewan McGregor sia sottotono, provate a vedere il film in inglese, ne vale la pena!). Il film è ricco di indizi che inducono a pensare che Sam e Henry siano la stessa persona nel "sogno" di Henry. Nel finale ci si accorge che era tutto frutto della rielaborazione semi-cosciente di Henry (questa rielaborazione, questo "sogno" del coma, avviene appena accaduto l'incidente: subito accorrono Beth, Henry e Lila e tutti gli astanti, presenti nel film; lo sparo segna la fine del sogno nel tempo del sogno e il momento dell'incidente nel tempo del film) : Lila non insegna arte (ma è lui che studia arte, lei è un'infermiera), Sam è un dottore (non il suo prichiatra, nè ha una storia con Lila), Betty è una passante (e non un'altra psichiatra), i suoi genitori sono morti, etc. e dunque tutto ciò che abbiamo visto è un misto confuso al quale l' io-cosciente di Henry cerca di dare una spiegazione razionale e accettabile sotto forma di "narrazione"(come facciamo al mattino, raccontando un sogno che abbiamo fatto): mette insieme ricordi, persone e situazioni reali ed immaginarie, entra in conflitto aperto con parti diverse di sè stesso (rappresentate da Lila o da Sam). Indizi sono le corrispondenze tra le frasi che senti alla fine del film e momenti dell'inizio (se durante il sonno sentiamo una sveglia può capitarci di sognare di stare sentendo un telefono che squilla o delle campane, ovvero di trasformare il suono che sentiamo in altro; così Henry trasforma le voci che sente e le persone che vede in un insieme di personaggi e azioni del suo "film"):lui confonde la luce per grandine (all'inizio del film grandina); si sente il pianto di un bambino (Sam a inizio film dice di essere stato tenuto sveglio dal bambino dei vicini); la donna nera dice "He's just a kid!" (nella prima parte la donna nera è una paziente che urla cose sconnesse tra cui la stessa frase); idem per le parole del bambino col palloncino e sua madre e per le parole del vecchio (sono tutti astanti presenti all'incidente); etc.
Per quanto riguarda il flashback finale esso non è in funzione di "ricordo" di Sam ma svolge appunto la sua funzione di inserto diegetico-dislocato: il regista vuole porre l'attenzione sul fatto che nella mente di Henry si è già "svolta" una storia d'amore tra Sam e Lila ed è una specie di augurio insieme per lo spettatore (augurio che i due si mettano insieme!).
p.s. nel libro di P.Coelho "Veronika decide di morire" si parla di viaggi astrali; il video di Francesco Renga "cambio direzione" è un omaggio - come fosse un remake - di questo film!
DIO, GRAZIE PER IL CINEMA...ORA E SEMPRE!!!


L'ho sognato, di nuovo. Mi manca così tanto che ho bisogno di sognarlo...almeno...
Seconda Guerra Mondiale...Egitto? (El Alamein, forse...) Ma non è un sogno in bianco e nero.
Siamo in un rifugio (sotterraneo) anti-bombardamento...è anche un night-club arrangiato nel quale io lavoro come soubrette...probabilmente siamo nel 1942, è ancora forte l'impatto di un film come "Morocco" (1930) con Marlene Dietrich...e io, ovviamente, sono acconciata come lei.
Atmosfera polverosa e clandestina. Soldati vestiti in tenuta coloniale kaki armeggiano vicino a delle ricetrasmittenti...ovunque casse di armi, legno, sabbia. "Uno scatolone di sabbia", come disse Salvemini della guerra di Libia (1911)...Aria piuttosto rilassata.
Un soldato italiano ma dalle sembianze mediorientali (Egitto, Libano, Marocco...) - non può che essere lui, F. - a un certo punto lascia la ricetrasmittente alla quale stava lavorando (dopotutto è pur sempre un ingegnere...) e sale su quelle assi di legno che formano un approssimativo palco. Afferra il microfono, spento, (un vero microfono anni '30...) e comincia a cantare per attirare la mia attenzione.
Canta una canzone in tedesco, fa il verso a Marlene Dietrich e imita me quando ballo...
Io lo guardo, dal fondo della stanza, seduta dietro altre assi di legno che formano una specie di tavolo, divertita e incuriosita. Sorrido. Ho anche sù il costume di scena e stavo ripassando la parte...

Finisce la sua divertente esibizione...sorride, fa un profondo inchino e scende dal palco.
Io rido e applaudo, non tanto per la performance quanto per la gioia di vivere che questo ragazzo mi comunica...è talmente "solare" che mi sento investita di quella sua luce...Lui mi viene incontro.
Intorno sporadici applausi, alcuni sinceri, altri divertiti, altri di scherno. Rumore di assi trascinate, di armeggiare di ricetrasmittenti, ogni tanto un rumore ovattato di guerra in lontananza.
Qualcuno lavora, qualcuno parla, qualcuno gioca a carte.
Lui si siede di fronte a me. Mi prende le mani tra le sue. Mi guarda negli occhi. Sorride.
Io ricambio il suo sguardo come una donna innamorata...e non posso fare a meno di sorridere anch'io.
Poi mi sveglio.
Gran bel sogno. Mi capita raramente di fare sogni con indicazioni storico-temporali così precise e tutto sommato coerenti. Ma è meraviglioso quando succede.
Bella regia, comunque. Brava Veronika.
CANBERRA (Reuters) - Non ha avuto lieto fine la storia d'amore fiabesca di un web designer newyorchese, Patrick Moberg, e una ragazza australiana, Camille Hayton, a New York per lavoro, che lui aveva avvistato sulla metropolitana ed era riuscito a ritrovare grazie a internet.
Oggi Moberg ha dichiarato al giornale Sunday Telegraph che i due sono usciti insieme per un paio di mesi, ma che si sono lasciati perché proprio non funzionava.
Moberg, ai tempi 21enne, aveva visto Hayton sulla metropolitana di New York e se ne era innamorato a prima vista, a tal punto da aprire un sito, www.nygirlofmydreams.com, dove aveva lanciato un appello a chiunque conoscesse la ragazza della sua descrizione di contattarlo.
Nel giro di 48 ore era riuscito davvero a risalire a Camille, e in una città di 8 milioni di abitanti può sembrare un segno del destino.
I due erano stati al centro dell'attenzione dei media internazionali per un periodo, e poi il silenzio. Oggi la rivelazione: come spesso accade, hanno scoperto di non essere fatti l'uno per l'altra, nonostante l'inizio romanzesco della loro relazione.
Che peccato...però è una bella storia...vera...
N.B. Wonder Veronika è attenta alla cronaca ed è anche critica d'arte! Partorito uno strano "trittico"...ai postumi l'ardua sentenza...;-)

PRIMA FASE:
Parafrasando Paolantoni, in versione napoletano pentito e leghista*, affermo:
"Non siamo noi che siamo richiedenti...sono sempre loro che sono sfuggenti!".
Per la serie: "Scioè scioè...io voglio essere libbbero...!"
Ma chi ti tiene?!
Non è essere richiedenti il problema...è che loro non vogliono dare nemmeno il "minimo" che una relazione richiede. Si sentono subito controllati, soffocati, oberati di richieste sottintese (mai formulate).
MAI FORMULATE, sia chiaro.
Potrà mai essere richiedente uno che non formula manco il pensiero di una richiesta?
E non è solo un problema di "persona giusta".
E' un problema di "persona giusta" al "momento giusto".
Io F. l'ho fatto felice finchè me lo ha permesso. Poi non ho più potuto farlo.
E capisco che sono anche io che sono "insicura" ("sembri mia madre" mi ha detto a volte; ergo: io ho un atteggiamento insicuro e iper-protettivo; altre volte però mi aveva lodata per lo stesso identico atteggiamento:" brava mogliettina...una geisha proprio..."; allora com'è? io sono sempre la stessa, sei tu che hai paura e proietti cose su di me!)...
Diciamo però che quando lui ha incominciato a "irrigidirsi" si è visto e io sono diventata insicura.
Ho tollerato che a volte lui fosse ALTROVE perchè credevo che la cosa dipendesse dla fatto che lui aveva ancora bisogno di tempo per lasciarsi andare, per ritrovare fiducia nelle donne e nei rapporti.
In realtà non è solo una questione di tempo ma anche e soprattutto di carattere.
Di aver maturato o no certi bisogni: cioè il bisogno di una relazione profonda e non adolescenziale.
Lui la vorrebbe una relazione "profonda" ma sente il bisogno di fuggire.
Allora io posso essere la persona più "giusta per lui" sulla faccia della terra...ma è sempre lui che non vuole una relazione.
Cioè magari la vuole ma non è pronto, non è il momento giusto.
Devi anche essere tu a concedertelo, il momento...(non scarichiamo tutte le responsabilità sull'altro!).
Affermare che "io non andavo bene per lui" è falso e non solo (tra l'altro lui non l'ha mai detto nè pensato).
Lui, semplicemente, non era pronto per il tipo di relazione che volevo io.
Non ancora, per lo meno.
E non la voleva perchè non "poteva volerla" dato che non era capace di gestirla.
Quando volere non è affatto potere...
E' lui sfuggente, non sono io che sono richiedente.
La verità dunque è che al massimo è "lui che non è adatto a me", perchè vogliamo cose diverse.
Io sono da legame profondo subito.
PROFONDO DIVERSOda SOFFOCANTE.
Richieste e pretese non erano affatto presenti. Erano proiezioni della sua mente.
E poi tocca dirselo che io con le persone che si "assentano" ogni tanto, che vanno "altrove" con la mente, che sono insofferenti, sfuggenti, sempre a disagio (con sè stessi), irrequieti, sempre perennemente alla ricerca di emozioni forti, di soddisfazioni e di "di più" (ma non sarà erotizzare l'eccezionale???)...non sto bene.
Eppure anche io sono sempre in cerca, amo la vita e amo sperimentare...ma ho momenti di "quiete"...soprattutto se sto bene con un altro. Per me ricerca è ricerca-insieme.
I "tempi" di un altro, se desideri qualcosa, possono e devono essere rispettati a patto che non siano "infiniti" (ovvero un "rimandare" che consiste in un disagio, che nasconde il fatto che qualcosa non vuoi veramente farla, non ti senti di farla).
Allora è bene che l'altro cerchi la sua felicità altrove.
Nico, ad esempio, non si è mai "assentato" quando era con me.
Ergo: io con lui non sono mai piombata in quel disagio e insicurezza devastante (facendomi diventare iper-protettiva) che può infastidire.
Il fatto è che in quei casi di "altrove" penso di essere io che ti metto a disagio, così provo a trovare qualcosa che posso fare per farti stare meglio.
E anche se scopro che non sono io la causa del tuo disagio provo lo stesso a fare qualcosa per farti sorridere. Per farti "tornare dal tuo altrove".
Apprezzo che qualcuno lo faccia con me, apprezzo che qualcuno si interessi di come sto e di farmi felice. Non mi sento certo "soffocare" per questo, per il minimo atteggiamento di interesse (non parlo di atteggiamenti "ossessivi").
Forse a volte ho peccato di "insicurezza eccessiva"...ma quando si ha PAURA succede.
Ecco, forse con Nico non sono mai arrivata alla conclusione di avere PAURA DI PERDERLO. E sì che l' "ansia da abbandono" ce l'abbiamo quasi tutti...
Io però non la manifesto troppo, anzi, mi contengo molto.
Se dovessi però trasformarmi magicamente in una persona che questa ansia non la sente affatto per poter piacere a qualcuno, significa che dovrei "snaturarmi" per poter piacere a qualcuno.
Non posso nè voglio farlo.
Se tu non sopporti nemmeno il minimo sindacale delle mie ansie, si vede che non mi accetti come persona nella tua vita. Ovvero vorresti che io fossi "diversa" per stare bene con me.
Peccato però che dimentichino sempre che "rassicurare" l'altro, 2 minuti di orologio, non fa così tanto schifo come attività, inoltre non è punita nè col carcere nè con la morte...
La conclusione a cui sono giunta è che quando avverto quel tipo di DISAGIO che conosco bene c'è sempre qualcosa che non quadra. Bisogna decifrare di volta in volta cosa.
Io devo di sicuro imparare ad arginare l' ansia da abbandono che sento, la paura, le insicurezze e l'iper-protettività...e va bene.
Però vorrei essere anche tanto fortunata da incontrare in fututo persone che vogliano certe relazioni, certe "modalità".
Poi, come ho sempre pensato - nonostante le insicurezze - se il mio modo di mostrare affetto ("cozzetudine"= ovvero essere cozza attaccata allo scoglio!) crea un problema allora arrivederci e grazie.
IO SONO COSI' E VOGLIO ESSERE COSI'. VADO BENE COME SONO IN FONDO. PRENDERE O LASCIARE.
(Adoro gli aut-aut...sono così lineari....e chiarificatori...).
Ergo: HO SEMPRE RAGIONE.
Ovvero...EXPERIMENT, DAY 2.
SECONDA FASE:
Sempre parafrasando Paolantoni:
"Non sono io che sono mielosa...sei tu che vuoi essere trattato male!"
Io penso solo una cosa: PATOLOGIA. Ma non è masochismo questo.
Poi ti lamenti se le donne sono "stronze" con te e sottoscrivi se un tizio scrive "prendi una donna e trattala male" pensando che sia una cosa sensata....
Uno può desiderare di essere maltrattato (o ignorato) per godere e stare bene...per poi lamentarsene?
Vuoi una stronza, una "musa assassina", per poi rigettarla?
No, non è masochismo...ma di sicuro è patologia. E' un bel corto circuito nella percezione dei sentimenti...
Ma io non cadrò, come molte, nella trappola cinica del "gli uomini preferiscono le stronze quindi devo diventare stronza anch' io".
E' troppo squallido. Mi fa schifo.
Non mi appartiene. E io non voglio snaturarmi.
La "vendetta" (vedi il post precedente, SECONDO COROLLARIO) è strumentale: è un' altra fase del mio ESPERIMENTO (con gli uomini).
TERZO COROLLARIO:
"SE IO TI IGNORO E TU COMINCI AD AMARMI, ALLORA PUOI ANDARTENE BELLAMENTE A FARTI FOTTERE" **.
Amen.
*Paolantoni afferma : "Non siamo noi che siamo razzisti...sono sempre loro che sono napoletani! Abbasso il razzismo, abbasso i napoletani!".
**Comunque secondo me tutta questa rabbia è colpa del fatto che non abbiamo letto tutta per intera la vicenda di Giacomo Torretta...
1) Stavo pensando a questo poco fa...The Smiths..."Jeane"...
Jeane
The low-life has lost its appeal
And I'm tired of walking these streets
To a room with a cupboard bare
Jeane
I'm not sure what happiness means
But I look in your eyes
And I know
That it isn't there
We tried, we failed
We tried, and we failed
We tried and we failed
We tried and we failed
We tried
Jeane
There's ice on the sink where we bathe
So how can you call this a home
When you know it's a grave ?
But you still hold a greedy grace
As you tidy the place
But it'll never be clean
Jeane
We tried, we failed
We tried, and we failed
We tried and we failed
We tried and we failed
We tried
Oh ...
Cash on the nail
It's just a fairytale
Oh ...
And I don't believe in magic anymore
Jeane
But I think you know
I really think you know
Oh ...
I think you know the truth
Jeane
Oh ...
No heavenly choir
Not for me and not for you
Because I think that you know
I really think you know
I think you know the truth
Oh ...
Jeane
That we tried, and we failed
That we tried, and we failed
We tried and we failed
We tried and we failed
Oh ...
Oh ...
Jeane
Ecco tutto. Semplice. "We tried and we failed". Punto.
2) Dunque, argomentando maggiormente, concludevo questo...a fine canzone...
Se le cose sono, sono.
Se non sono. Pace.
Se sono... se si ama abbastanza, se si vuole una certa cosa, se si è pronti a lottare per essa, se le resistenze non ci bloccano completamente, se si va avanti comunque, se i tempi sono maturi, se è la persona giusta...
Se se se ...
Se le storie riescono a superare ostacoli e indecisioni allora "sono".
Sennò è stato bello finchè è durato.
Se uno in genere eccede con le razionalizzazioni ma arriva qualcuno che ti spazza via i dubbi e abbatte le tue resistenze e ti resta accanto nel dubbio e tu riesci a fronteggiare le tue difficoltà ...se credi che sia giusto lottare contro di esse...se credi che sia giusto e possibile superarle...se credi che sia la persona giusta...forse...se è la persona giusta e ti resta accanto e tu resti accanto a lei...allora le cose sono.
Sennò...fine.
Sticazzi. Doveva andare così.
Santo fatalismo.
L'amore non basta.
A volte si è "pronti" ma non si crede di esserlo...è che abbiamo un' idea sbagliata di cosa significhi essere pronti per quella determinata cosa.
E' come agli esami: pensi di dover sapere il programma a memoria...eppure vai all'esame e a volte non è necessario conoscere le virgole.
E allora? allora vuol dire che eri pronto e non lo sapevi. credevi solo di non esserlo.
A volte si prova e se ne esce frustrati.
A volte si prova e si vince.
Provare, fino in fondo, è necessario...
E' necessario sia essere fatalisti, sia essere sicuri di aver fatto la scelta giusta, sia di aver provato fino in fondo.
Anche se non si può essere sicuri mai, fino in fondo.
Però avere la certezza di rovinare qualcosa di bello perchè non si è pronti...vivere con questa sensazione...anche se magari potrebbe non essere così...alla fine ci porta a rovinarle sul serio le cose.
Potere della mente.
E' giusto capire se stessi e possibilmente non a spese degli altri.
E' giusto essere sicuri delle cose che si fanno.
Ma bisogna sapere che a volte ci basta essere sicuri all' 1 % per andare fino in fondo...e ci sono invece momenti della vita in cui anche se sei sicuro al 100 % non ti basta per andare a vedere...
"E' come nel poker"...diceva F.
E aveva ragione.
Santo fatalismo...
"So che mi sto perdendo qualcosa...ma non posso vivermelo come vorrei...e tanto vale non vivermelo affatto...rovinerei tutto..." diceva sempre F.
E aveva ragione.
Pensare così tanto, analizzare così tanto...per arrivare alla conclusione che...
SE LE COSE SONO, SONO. SE NON SONO, AMEN.
Così va la vita.
E così vado anch'io.
(Questa è l'ultima volta che torno su questi argomenti...chè già mi deprimo ogni santo giorno...basta così...santo fatalismo...andare avanti come un panzer...per la propria strada...avanti e sempre avanti...vedere, a qualunque prezzo, cosa ci riserva questa vita...provare ad andare fino in fondo...sempre...e per il resto che Dio ci perdoni e ci guidi...).
3) Io ho deciso di essere felice.
Basta con la stamurtera, di qualunque genere.
Esperimento scientifico: quanto l'attitude genera cambiamento?
Proviamo...Il Postulato è:
"Io sono una persona vincente e sempre felice di vivere".
Vediamo come va, se funziona.
Tanto, danno non farà.
Di illudermi non mi illudo perchè lo so che è un esperimento scientifico...
Dunque...sui poster l'ardua sentenza (cit.).
4) Io adoro Marilyn Monroe.
Se fossi un uomo sarebbe la mia donna ideale.

Ora...se io fisicamente ho certe caratteristiche che rientrano nel modello...perchè devo pensare di essere brutta o "grassa"?
Anche Marilyn sarebbe considerata grassa oggi...o sbaglio?

Ma sapete che vi dico?
Sticazzi. Anzi...Jati strabelli (cit.).
Guardate qua...

Io dico che tanto fa essere naturali e spontanei...
Ma un "corso di seduzione" non farebbe danno a una come me...iper-timida, iper-emotiva, iper-insicura...
Fortuna che negli anni ho imparato a dissimulare...e addirittura sembro una persona spavalda e sicura di sè...so' risultati...emozioni forti...(cit.)
Però rimane il fatto che al "momento giusto" mi rivelo come un vero puparuolo...
Non sono capace di essere spudoratamente e sfacciatamente seduttiva...a meno che io non abbia in circolo parecchio alcool...(ma con l'alcool non vale...).
Perciò vedrò di essere felice e di convincermi di "essere Marilyn Monroe"...
Vediamo come va.
("Essere Marilyn" è il primo corollario al postulato dell'esperimento scientifico del punto 3).
A presto coi primi risultati.
Da ascoltare in sequenza...
(Entelechia...Non ti bestemmierò mai abbastanza per avermi fatto sentire gli Smiths oggi...)
From "The Queen is dead"...The Smiths...
I Know It's Over
Oh Mother, I can feel the soil falling over my head
And as I climb into an empty bed
Oh well. Enough said.
I know it's over - still I cling
I don't know where else I can go
Oh ...
Oh Mother, I can feel the soil falling over my head
See, the sea wants to take me
The knife wants to slit me
Do you think you can help me ?
Sad veiled bride, please be happy
Handsome groom, give her room
Loud, loutish lover, treat her kindly
(Though she needs you
More than she loves you)
And I know it's over - still I cling
I don't know where else I can go
Over and over and over and over
Over and over, la ...
I know it's over
And it never really began
But in my heart it was so real
And you even spoke to me, and said :
"If you're so funny
Then why are you on your own tonight ?
And if you're so clever
Then why are you on your own tonight ?
If you're so very entertaining
Then why are you on your own tonight ?
If you're so very good-looking
Why do you sleep alone tonight ?
I know ...
'Cause tonight is just like any other night
That's why you're on your own tonight
With your triumphs and your charms
While they're in each other's arms..."
It's so easy to laugh
It's so easy to hate
It takes strength to be gentle and kind
Over, over, over, over
It's so easy to laugh
It's so easy to hate
It takes guts to be gentle and kind
Over, over
Love is Natural and Real
But not for you, my love
Not tonight, my love
Love is Natural and Real
But not for such as you and I, my love
Oh Mother, I can feel the soil falling over my head
Oh Mother, I can feel the soil falling over my head
Oh Mother, I can feel the soil falling over my head
Never Had No One Ever
When you walk without ease
On these
Streets were you were raised
I had a really bad dream
It lasted 20 years, 7 months, and 27 days
I never, I'm alone, and I
Never, ever, had no one ever ...

(immagine dal film Across the Universe)
There Is A Light That Never Goes Out
Take me out tonight
Where there's music and there's people
And they're young and alive
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven't got one
Anymore
Take me out tonight
Because I want to see people and I
Want to see life
Driving in your car
Oh, please don't drop me home
Because it's not my home, it's their
Home, and I'm welcome no more
And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure - the privilege is mine
Take me out tonight
Take me anywhere, I don't care
I don't care, I don't care
And in the darkened underpass
I thought Oh God, my chance has come at last
(But then a strange fear gripped me and I
Just couldn't ask)
Take me out tonight
Oh, take me anywhere, I don't care
I don't care, I don't care
Driving in your car
I never never want to go home
Because I haven't got one, da ...
Oh, I haven't got one
And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure - the privilege is mine
Oh, There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
There Is A Light And It Never Goes Out
...Is there a light that never goes out?
Io aspetto...smetto di pensare.
Io aspetto...non alzo un dito.
Aspetto.
...Miracoli.
E così sia.

("Anatomia", foto di tittaga)
La mia mente e il mio inconscio stanno sopperendo a ricordi che non ho, a una condivisione tanto agognata ma avuta solo per pochissimi istanti...
La mia mente, in mancanza, produce ricordi...li inventa...
Sogno...
2≈
Questo era il simbolo che compariva sull' etichetta della cassetta (mc) che mi aveva fatto F.
Eravamo nella sala da pranzo della casa in cui ho vissuto i miei primi 9 anni di vita...la mia casa "vecchia"...è ancora quella casa mia nei miei sogni...via Giustino Fortunato...
Il salone...con tutta quella luce che entrava dal balcone...
Il salone dove da bambina giocavo a saltare le mattonelle...o di quando vedevo le partite , su quel piccolo televisore in bianco e nero...quando credevo di vedere i colori...il rosso delle maglie...
(Con la fantasia allora sopperivo a tutto ciò che non avevo.
Ora ho un bisogno indicibile di realtà...un bisogno disperato...).
F. mi aveva fatto questa cassetta, con su questa musica stupenda...pianoforte...atmosfere rarefatte eppure pesanti...una musica violenta e celestiale insieme...
Mettevo su questa cassetta in questo mangianastri che sembrava "antico", tipo anni '80, ma in realtà era ipertecnologico. Quasi futuristico.
Eravamo noi due. Sospesi nel tempo e nello spazio.
Tra il mio passato più passato e un ipercibernetico futuro...da romanzo di fantascienza.
Tutto così vecchio, familare e perduto...eppure allo stesso tempo così nuovo e spaventosamente ignoto ...
E poi lui: l'anello di congiunzione. La conciliazione del conflitto...donna e bambina...
Mi aveva fatto questa cassetta registrandola da un vinile che aveva scovato e comprato in un negozio di antiquariato chissà dove...
L'aveva "restaurato" questo disco e ne aveva registrato la musica, per me.
Sapeva che mi sarebbe piaciuta.
Poi mi ha mostrato fiori chiusi dentro barattoli da marmellata, di vetro, trasparenti.
Uno fiore bianco e uno viola. Da essi colava un siero denso e profumatissimo, come miele...
Estraeva il profumo da quei fiori stupendi...e me ne faceva godere.
Poi c'è stato un momento in cui ci siamo ritrovati in piedi, lui dietro di me, a camminare per la sala, così...uno dietro all'altra.
Prima distanti, timorosi, poi sempre più vicini, sempre più stretti...abbracciati...le nostre dita intrecciate...
Io appoggiata e stretta a lui...sentivo il suo calore...il suo respiro...
Camminavamo in tondo, poi in obliquo...conducevo io...danzavo su una musica soffusa...canticchiavo qualcosa, sottovoce...una musica forse solo immaginata...(non so se lui potesse sentirla).
Eravamo in una simbiosi tale che non ci mancava nulla...e avremmo potuto vivere per sempre di quel momento...di quella musica irreale, di quell'abbraccio...
Camminavamo e danzavamo, come bambini...seguendo passi e musiche tutte nostre. Sconosciute al resto del mondo.
E camminavamo intrecciando passi improbabili, secondo percorsi non-lineari...poi circolari...come in uno strano valzer attorno al tavolo...
Ballavo, giocavo con lui come facevo da bambina...
In quel salone, con tutta quella luce che filtrava tra le imponenti tende bianche del balcone...e si rifletteva sul marmo rosa del pavimento...e sul mio viso...
La luce mi inondava e accendeva di oro i miei capelli...
Ero lì così...insieme donna e bambina.
Insieme. In un attimo senza tempo.
E lui era lì, con me.
Era me..
Perchè quando hai studiato certe cose non te ne liberi...e quando pensi che qualcuno non è a disagio in una certa situazione, nè con te, ma è con sè stesso che è a disagio...ecco comparire Petrarca all'orizzonte...
Non c'è nessun riparo che tu possa trovare, nessun luogo in cui tu possa fuggire...se è da te stesso che vuoi fuggire...
(Comunque solo io scomodo Montale e Petrarca per dire come sto dopo una storia finita...cosa sentivo poco prima che finisse...cosa vedevo riflesso nei suoi occhi, passare tra le ciglia...solo et pensoso...questo si animava dentro di lui...)
(Solo e pensoso i più deserti campi, di DamaArien)
Solo et pensoso i piú deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l'arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:
Sì ch'io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, che'é celata altrui.
Ma pur sí aspre vie né sí selvagge
cercar non so ch' Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co'llui.
( F. Petrarca "Solo et pensoso i più deserti campi", Il Canzoniere )
Non "Amor" ma Irrequietezza...Disagio. Insoddisfazione. Frustrazione. Paura. Impossibilità di fidarsi. Incapacità di lasciarsi andare. Volere con tutta l'anima qualcosa ma non essere pronti per averla. Sentimenti soffocati. Repressi. Controllati. Voglia di fuggire via.
Io le persone quando le sento...non solo le capisco.
Io sono loro.
Non ero paranoica. O insicura.
Io vedevo.
Vedevo...la fine.
Questo post va "in onda" in edizione ridotta per venire incontro alla vostra pazienza e alla mia privacy.
Segue solo il succo del post, racchiuso nelle ultime righe.
(Il post si chiama: DELL'ASSENZA DI "NORMALI FREQUENTAZIONI" ovvero LE MIRABOLANTI VICENDE SENTIMENTALI DI LADY HOPE ).
Dunque "estratto di post". A voi.

[...]
- 16 luglio 2008: ?
Questo è.
Poi ti vengono a dire: "ma tu devi imparare a stare bene con te stessa... a stare bene anche da sola"...
è tutta la vita che sto da sola.
Da sola non mi basto. La felicità, quella vera, è condivisione... cazzo.
Il massimo della felicità che posso raggiungere da sola- so che ne sono lontana ma si fa quel che si può- è autoreferenziale, è "masturbazione egoica" (come direbbe qualcuno...?) e mi ha nauseata.
Sono nauseata da me stessa.
Sono nauseata dalle donne.
Voglio un uomo.
Un uomo concreto di terra, carne e sangue.
Un uomo che mi tenga attaccata a me stessa e alla vita...e non alla pura e semplice esistenza...
che sennò è uno spreco averla e non viverla...la VITA dico.
Sono stanca. E sono stanca di sentirmi dire che sbaglio io a pormi, che mi innamoro di quelli sfuggenti e sbagliati, che le cose succedono quando meno te le aspetti e non le cerchi, che la fortuna però te la crei anche un pò tu...ecc. ecc.
Tutto e il contrario di tutto.
Che tutto ha un suo perchè ma non tutto ha una spiegazione... (razionale, vorrete dire?).
Che c'è l'ago della bilancia e la compensazione...e che però le cose belle o brutte non ti capitano perchè te le meriti o perchè non te le meriti...capitano e basta.
Mah.
Sono solo molto molto stanca.
E bisognosa. Un bisogno cieco e sordo di dare e ricevere amore...di fare progetti di condivisione.
Non idealizzo un cazzo, sia chiaro.
Non voglio ideali nè surrogati di amore.
Solo amore, solo persone, solo...coccole, tenerezza, sguardi, sesso e risate...voglio quella MAGIA...e la voglio adesso...
Sono stanca di aspettare o di non-aspettare.
Vabbè.
[...]
Vado a dormire che è meglio.
'Notte.
Roy Pnol
Sto sentendo Allevi, "Vento d'Europa" e "L'orologio degli dei"...dopo tanto tempo...e si sa dove si va a parare.
Sta diventando difficile interagire persino con il suo blog (il suo di F. , non di Allevi)...
Basta. Ho riletto (perchè costretta dall'odioso server) un certo post...
Certo che non ce l' aveva con me.
Io non gli ho fatto del male.
Però pensare che fosse ancora così carico di odio, così ferito da parlar così male delle donne...di "muse assassine"...che fosse ancora così tanto spaventato...
nonostante tutto il bello che abbiamo vissuto e l'affetto e la dolcezza...e l'amore che gli ho dato...
mi fa rabbrividire oggi come allora, quando lo lessi per la prima volta (quando lo scrisse).
Ci eravamo lasciati da un mese circa. Ci sentivamo ancora praticamente ogni giorno, come non ci fossimo mai lasciati...
Capisco, ogni giorno di più, quanto fosse impossibile per lui innamorarsi profondamente, amare qualcuno, allora...
Me come chiunque altro. Lo disse lui stesso.
Ora magari no. Ora è "diverso".
E la prima stronza che passa (è già passata credo...) si becca il jackpot...
(con tutte le monetine che ci ho messo io).
Metafora squallida per sentimenti squallidi.
Mi viene da pensare a De Andrè, alla Canzone dell'amore perduto, per la prima volta davvero...
Peccato. Peccato mortale.
Che Dio mi liberi da questa angoscia.
Santo fatalismo.
Mi sembra insopportabilmente ingiusto...ma chissà...
God will see and provide.

Tessere di puzzle...

Lacrime...

Pioggia...

Abbracci...
...............................................................................................................................
Keisha Jackson canta "Proud Mary" e tutti ballano...anch'io ballerei...se non fossi inchiodata a quelle scalette...chiusa in un silenzio sordo di dolore...un silenzio che, soprattutto nel dolore, non mi appartiene...non riesco nemmeno a parlare...sono assolutamente sopraffatta...invasa.
Le lacrime scendono giù per il viso...quasi non respiro...
These days...
Tessere di puzzle (che si sciolgono al sole), lacrime, pioggia, abbracci...
"Only time will tell, only time will heal" (Elisa).
Voglio amare un uomo che mi ami e che voglia restarmi accanto.
Questo voglio.
Ieri ero sotto la pioggia...a farmi bagnare dalle gocce impertinenti e violente...
" [...] Piove, ma dove appari
non è acqua nè atmosfera,
piove perchè se non sei
è solo la mancanza
e può affogare."
(E. Montale "Piove" da "Satura II" )
Il fatto è che non riesco a non pensare che la mia è solo esistenza e non più vita...
Non riesco a non pensare alla pagina 18 del libro di Galimberti...
Sono le parole di un teologo greco-ortodosso, Christos Yannaras, e dicono:
"Se ti sei innamorato una volta, sai ormai distinguere la vita da ciò che è supporto biologico e sentimentalismo, sai ormai distinguere la vita dalla sopravvivenza. Sai che la sopravvivenza significa vita senza senso e sensibilità, una morte strisciante: mangi il pane e non ti tieni in piedi, bevi acqua e non ti disseti, tocchi le cose e non le senti al tatto, annusi il fiore e il suo profumo non arriva alla tua anima. Se però l'amato è accanto a te, tutto, improvvisamente, risorge, e la vita ti inonda con tale forza che ritieni il vaso di argilla della tua esisitenza incapace a sostenerla. Tale piena della vita è l'eros. Non parlo di sentimentalismi e di slanci mistici, ma della vita, che solo allora diventa reale e tangibile, come se fossero cadute squame dai tuoi occhi e tutto attorno a te, si manifestasse per la prima volta, e il tatto fremesse di gioia alla prima percezione delle cose. Tale eros non è privilegio nè dei virtuosi nè dei saggi, è offerto a tutti, con pari possibilità. Ed è la sola pregustazione del Regno, il solo reale superamento della morte. Perchè solo se esci dal tuo Io, sia pure per gli occhi belli di una zingara, sai cosa domandi a Dio e perchè corri dietro di Lui."
[U. Galimberti, "Le cose dell'amore" pagg.18-19].

Sarà che ho questi pensieri da quando ho coscienza di amare...
Sarà che penso questo della vita e dell'amore da sempre...
Sarà che non voglio la perfezione irraggiungibile...ma solo la CONDIVISIONE...solo l'AMORE...e non il suo surrogato nè il suo ideale...
Il "balletto del fatalista" abbiamo inventato ieri sera...che ridere...!
Diciamo che provo a sperare.
Oppure come ho letto sulla maglietta di uno, ieri in centro (geniale!):
"No problema. MAÑANA."
Troppo saggio...:-)
(E grazie per l'abbraccio D. ...davvero).
P.S. : Comunque sono un "genio della bellezza"! Miss Universo 2008 è la mia preferita, Dayana Mendoza!...eh, ho occhio! controllate cosa scrissi alcuni post fa ...
Non è bellissima? ;-) (beh...orecchini a parte...).

Ci sono AMORI BREVI e AMORI CHE DURANO TUTTA LA VITA. E sono entrambi importanti.
Il problema è quando uno si illude che una persona vada bene per noi CONTRO OGNI EVIDENZA.
(E non sto parlando di me).
Ho passato una notte pessima ma foriera di buoni spunti. Faticosi ...ma decisamente "vitali".
Spero che F. si ricordi sempre di me, che io sia davvero un bellissimo ricordo.
Lui sarà sempre dentro di me.
Un nuovo amore - se mai mi capiterà - sarà "in continuazione" e non in rottura.
Un cammino.
Come disse un mio amico - geniale - "lui è una tessera del puzzle. Una tessera cruciale...ma solo una tessera".
Allora non posso che dire grazie, in eterno, per l'amore che ho ricevuto.
"E' stato meraviglioso ma non è durato.
Grazie ma non sei tu l'uomo che doveva restarmi accanto.
Ti adoro e ti adorerò sempre".
Santo fatalismo.
Speranza.
Devo costruire nella mia mente un futuro "roseo".
Prospettive autodeterminantesi.
Fondamentale l'atteggiamento. Devo credere fermamente che accadrà....che l'amore mi capiterà di nuovo.
Senza abbattersi. Cadendo e rialzandosi. Sempre.
E' dura ma è tutto quello che devo fare per VIVERE.
Darsi da fare, fare la propria parte - tutta - per provare a ottenere questo futuro.
Positività.
I bei ricordi, dopotutto, aiutano ad andare avanti...
Una tessera...una splendida scintillante vitale tessera...
Grazie. Per sempre.

(Dico PER SEMPRE...anche se so che "per sempre" NON ESISTE...come si dice in Saturno contro).
Che il fatalismo - quello vero - sia benedetto.
Fine delle trasmissioni.
Stamattina, ore 6:45
Blog: urgenza comunicativa o compulsione?
Galimberti, "Le cose dell'amore", pagina 18. Dico...18...(maledetta simbologia!)...Struggente. Mi legge nel pensiero quest'uomo...
Ho avuto degli splendidi regali e la mia torta è stata molto apprezzata. Ho degli amici grandiosi.
Ma non riesco assolutamente a dormire.
Laurence ieri sera dopo il concerto mi ha fatto gli auguri ma con quell'accento orvietano - ha fatto quel che poteva - non poteva tirarmi sù il morale...non poteva proprio...(io lo adoro quel cazzo di accento...).
Ieri sera ognuno (o quasi) dei miei amici aveva i suoi buoni motivi per una splendida stramurtera di maniera. Il mio era questo, in due parole: ESTORSIONE MALINCONICA.
"Oggi è il mio compleanno...e volevo sentire la tua voce come regalo...Un bacio"
(un sms per F. , tanto per giustificare la chiamata che avrebbe trovato non appena acceso il cellulare...).
Dunque...come non sentirsi ancora più penosi dopo aver "estorto" una telefonata di ben 3 - e dico 3! - SECONDI di orologio?
Era in una situazione di "emergenza" e non poteva - parole testuali - "sprecare" batteria...
Conclusione: bisogna inventare una parola nuova per dire al mio cuore quanto è finita questa storia...perchè a quanto pare dire "è finita" non è sufficiente...
Secondo me, non sono normale...(anzi, senza "secondo me"...).
Basta dunque, non ne parlo più.
Anzi, più che smettere di parlare di lui, di pensare a lui, dovrei smettere di sognarlo...
"Fine delle trasmissioni"...
Dopotutto è davvero così importante sapere se qualcuno-che-non-devi-sentire-mai-più è vivo o morto?
Se gli fosse successo qualcosa e chi di dovere ritenesse - come accadrebbe di certo nel mio caso specifico - che non conto un cazzo per essere messa a conoscenza di certi avvenimenti...se uno in ospedale o ad un funerale non ti ci vuole...che ci puoi fare? è legittimo.
Per eccesso di discrezione di suddetti familiari/alcuni-amici io ho rischiato di non sapere che il mio migliore amico era in coma...figuriamoci se devo essere tenuta presente per uno straccio di relazione finita 6 mesi fa...scherziamo?
Dio, sono davvero ridicola. Ho delle pretese semplicemente assurde.
Pace. Le cose stanno così.
Ora a guardarlo, a vegliare su di lui, ci pensa Dio...che il mio l'ho già fatto...e pure troppo pare.
E ora sono stanca. Cioè...è bene che io lo sia a questo punto...
Che Dio lo protegga, sempre. Io non sono più niente per lui e non devo (e non posso) più interessarmi di come sta. Conto meno di niente.
Comunque...l'importante è che stia "benissimo". Anche se a dirlo ora...mi fa quasi "rabbia".
Che essere triste che sono...!
(E' che è stato breve...è stato come un sogno...certi giorni faccio fatica a credere che sia successo veramente...per questo non mi riesce di avere fiducia...perchè certi giorni è come se non fosse mai accaduto...e allora ti senti così dannatamente stupida a soffrire così tanto...a sentire così tanto...).
(E' stato bellissimo....ma è finita. Ora si va avanti. Prossimo giro, prossima corsa. Santo fatalismo...).
Fine delle trasmissioni.