

Non è il mio futuro ad essere vuoto...ma il mio presente.
E io voglio riempirlo (e so farlo) ...ma mi costa molta molta fatica.
Tutto qui.
Dunque lo riempio.
E non da domani, da oggi.
(é il mio presente! sennò che presente è?!).
-----------------------------------------------
Stamattina ridevo del mio inconscio, di quanto sia puntuale...e di quanto l'ancoraggio al passato e agli affetti passati sia forte nei cancerini come me...
Dicevo, il mio inconscio.
Ebbene, non appena F. entrava a pieno diritto, con forza, quasi con violenza nella mia vita, non appena cominciava a "importare" sul serio per me, ecco il sogno, chiaro, puntuale:
sognai V. che tornava dopo anni a popolare le mie notti agitate, quasi a reclamare un "primato", una specie di diritto di "prelazione", un diritto incondivisibile con altri...
Il sovrano assoluto, V. il Governatore, il leone ferito nell'orgoglio e nel suo potere rivendicava la sua preda, in una sorta di grido di battaglia:
"...E mò chi cazzo è questo F. ?!..."
Allora il mio inconscio, per pari coerenza col passato, per non esser mai da meno, rimanda in scena un teatrino simile: è entrato nella mia vita L., ha significato qualcosa, tanto, avrebbe potuto scalzare il nuovo sovrano, avrebbe potuto fargli tremare i polsi...avrebbe potuto prendere un posto d'onore nella mia anima...avrebbe potuto...
Ed ecco che stanotte, puntuale, va in scena il sogno denominato:
"L'ostentata indifferenza di F. (ovvero le tante forme della gelosia? o del senso di colpa?) ".
Comunque sia ho sognato F. e non è stato un bel sogno.
Anzi, mi ha molto intristita.
Anche il mio incoscio sa che lui non mi appartiene più.
Eppure...mi aspettavo di più da due come noi.
Davvero di più.
(Almeno...nei sogni...ecchecazzo...).
(Pazienza...).
"Te lo chiedo...per piacere..." dice.
Calma e gesso.
Spegnere quella stupida odiosa voce nella testa che dice: "lo sapevo".
Non è finita finchè non è finita!
(E a volte non è davvero finita manco quando è finita sul serio).
La sua voce ad un certo punto si è incrinata...rabbia...? impotenza...?
Gli ho risposto che avevo paura.
Solo tanta paura.
So che voglio e devo fare la mia vita comunque: mi manco molto.
Sono viva... e finchè c'è vita c'è speranza, no?
E non MI darò la soddisfazione di deprimermi, di chiudermi in me stessa, di sfiduciarmi, di diventare cinica, di considerarlo "stronzo" (senza motivo), di piangere disperata.
L. non sarà l'unico uomo "per me" sulla terra...
Certo, lui è "diverso".
E' diverso, forse persino..."migliore"...
Ma anche i MIGLIORI sono confusi e anche loro hanno paura.
E contro la paura spesso si perde.
Vorrei credergli...avere fiducia.
Spero. Ci provo.
Forse avrò la forza di aspettarlo quanto necessario...o forse no.
Vedremo.
Se Cassandra (cioè io...) avrà pronunciato ancora una volta un'oscura profezia- sempre la stessa- che si avvererà inesorabilmente, tra lo sgomento di tutti (il suo prima di tutti...) ...allora tenterò ancora e ancora e ancora.
Senza mai stancarmi o abbattermi.
Finchè "someday I'm gonna win", come dicono gli EELS.
Ma non aspettiamo NESSUNO per vivere la NOSTRA VITA.
Viviamo intensamente.
E basta.
E ringraziamo Dio per i bei momenti.
Amen.
P.S. Ieri è stato il più bel 9 febbraio della mia vita. Sono 5 anni dalla morte di Nico...e non ho mai vissuto tanto intensamente un connubio di "eros e thanatos" come ieri...grazie Dio. E grazie amico mio, ti adoro, come sempre.